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Ricostruire un’immagine a partire dalla sua scomposizione, grazie al semplice accostamento di tessere colorate: quando dici mosaico pensi subito alle pareti istoriate delle chiese bizantine o alle geometrie sui pavimenti delle ville romane. Ma non sempre servono pietre preziose o vetri iridescenti per dare vita ad un capolavoro: a volte anche più umili laterizi possono contribuire alla nascita di un’opera d’arte.
Gres porcellanato, piastrelle da interni, maioliche: è lungo l’elenco dei materiali di cui l’artista svizzera Andreina Giorgia Carpenito si è servita per realizzare la “Fonte sacra che nasce ad oriente”, mosaico ispirato alla visione del profeta Ezechiele sulla liberazione del mondo dalle forze del male.
Nel tappeto musivo, che si sviluppa sul sagrato della chiesa di Santo Spirito ad Indicatore, Arezzo, viene descritto con perizia un paesaggio che accoglie torrenti dalle acque cristalline, pesci dalle livree sgargianti, fiori ed alberi carichi di frutti.
Un’esplosione di colori che rappresenta solo l’ultimo “tassello” di un percorso decorativo articolato, di cui fanno parte anche vetrate, dipinti e facciate: Andreina ha elevato al rango di materiali nobili quelli che molto spesso vengono considerati scarti di produzione, sopperendo così non solo alle carenze strutturali ed estetiche della chiesa, costruita su un terreno di riporto negli anni sessanta e presto lasciata in stato di abbandono, ma anche a quelle economiche.
Il progetto di riqualificazione di Santo Spirito nasce infatti dall’incontro tra l’eclettica artista e quello che sarebbe diventato il suo committente, il tenace parroco don Santi Chioccioli, che desiderava salvare la chiesa dalla demolizione e riportarla allo splendore pur non potendo beneficiare di sovvenzioni da parte dello Stato (l’età anagrafica relativamente giovane della struttura, non consente di considerarla ancora patrimonio storico da tutelare) .
Da qui l’esigenza di impiegare materiali alternativi per le decorazioni, spesso provenienti da eccedenze di cantieri o donazioni di privati, e individuare vie di autofinanziamento che permettessero ad Andreina di continuare a creare le sue opere. Grazie alla collaborazione di tutta la comunità di Indicatore, oggi la chiesa di Santo Spirito può vantare vetrate nell’abside e sulle pareti delle navate laterali, una pala lignea che descrive la “Discesa dello Spirito Santo” e la facciata che narra l’Apocalisse di San Giovanni.
A ultimare il ciclo di decorazioni saranno altri due tappeti musivi: uno ad incorniciare il mosaico sul sagrato, l’altro all’interno della chiesa, dedicato all’Albero della Vita. Per portare a termine questi ultimi progetti, Andreina è pronta a girare l’Italia con una mostra itinerante, nella quale sarà possibile acquistare sue creazioni speciali, il cui ricavato finanzierà il prosieguo dei lavori.

Desirèe Sigurtà

Nel cuore di una donna

(la forza del passato per una nuova arte della Fede)


Chi ha detto che le leggi di natura non ammettono più di un visionario per visione? A Indicatore, presso Arezzo, ne abbiamo incontrati almeno due: l'artista Andreina Giorgia Carpenito e il parroco della Chiesa dello Spirito Santo don Santi Chioccioli. Stanno realizzando il più grande mosaico d'Europa e fanno sul serio. Storie d'altri tempi, direte voi, quando si poteva dedicare una vita intera per creare un capolavoro da donare al mondo. Tuttavia, ogni volta che incontro Andreina o Don Santi, si srotola davanti agli occhi della memoria lo smisurato tappeto musivo del duomo di Otranto, l'opera medievale misteriosa e intangibile che impegnò per anni il monaco basiliano Pantaleone. Nella chiesa degli Ottocento Martiri c'è un Albero della Vita e tante complesse simbologie, ma il ciclo di Indicatore sembra mostrare una progettualità teologica più compatta, ovvero meno sincretica, antica come l'infanzia del mondo eppure assolutamente contemporanea.

Quando la bellezza affiora da uno strappo del tempo, saturo di archetipi millenari, in quel preciso momento si coltiva la sacralità. Poiché il Genius Loci è sempre sacro - nessuno potrà mai profanarlo - e questo Andreina lo sa bene. Dopo aver realizzato l'esterno della chiesa dedicato alla Visione di Ezechiele, ella si è vista affidare dal prete costruttore un incarico ancora più complesso, cioè lo studio e la rappresentazione delle Virtù Teologali, Cardinali, i Sette Doni e i Dodici Frutti dello Spirito Santo. Terminata una approfondita riflessione interiore e formale, la decisione è stata presa: ad incarnare temi così complessi sarà una pianta, una grande quercia secolare, robusta, tenace, in grado di affrontare e vincere ogni forma di aggressione da parte del Male.

Il mosaico che percorrerà il corridoio centrale della chiesa avrà radici abbarbicate in profondità (le Virtù Teologali), il tronco nodoso e massiccio (le Virtù Cardinali), i grandi rami robusti (i Sette Doni), e poi i Frutti, la moltitudine di ghiande del gigante verde. Ciò rappresenta mirabilmente il dono del dono, la presa di coscienza di ogni uomo della magnificenza di Dio. Perché tutto nasce dalla nostalgia: la stessa ancestrale e mitica del Paradiso perduto. Dio agisce sempre secondo le vie più semplici, come il mosaico di Andreina, pietra dopo pietra, frammento dopo frammento, sino a ricostituire quell'unità primigenia a cui tutti aneliamo, quella segreta armonia, necessaria per comprendere le fatiche e i dolori di ogni esistenza terrena.

Andreina Giorgia Carpenito lascerà un segno, che è lavoro e passione. Un'energia sotterranea e concettuale che diviene arte attraverso il medium di una donna. Una forza che ti arriva al cuore, e poi dal cuore alla testa, dirompente come un fiume in piena. I colori di Andreina, la fatica dell'impegno diuturno, la quotidianità di ogni giorno scandita dalla malta fresca che attende le sue mani, tutto nella ritualità sorprendente del vivere.

Ogni volta che incontro Andreina e Don Santi so che stanno costruendo, ed è materia che si fa incontro, catechesi, fraternità. Prima che il Granduca Pietro Leopoldo vi ponesse la storica colonna segnavia, il borgo di Indicatore era conosciuto come Il Cerro. Adesso finalmente un'altra grande quercia sta germogliando, nel terreno fertile della Fede e dell'accoglienza. Perché noi non ci fidiamo un granché di quelle inquietudini che non piantano alberi  e non promuovono vite.

“Io sono una forza del passato. / Solo nella tradizione è il mio amore. / Vengo dai ruderi, dalle chiese, / dalle pale d'altare, dai borghi / abbandonati sugli Appennini... / mi aggiro / più moderno di ogni moderno / a cercare fratelli che non sono più.”

Sono versi di Pier Paolo Pasolini che raccontano anche la nostra storia, la storia di tutti quelli che stanno cercando. La Fede che non dubita non è Fede, come l'arte può esistere solo nel momento stesso in cui si fa riconoscere.

Andreina Giorgia Carpenito, donna radix, è ormai l'albero che si è fatto foresta.


                                Francesco Maria Rossi

Serata per l'Arte a Palazzo Racchetta - La Nuova Ferrara - 5 Maggio 2011

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Iniziativa dedicata a completare un mosaico ad Arezzo

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Ad Indicatore il mosaico da un benvenuto ai fedeli - Toscana Oggi - Luca Tognaccini - 28 Novembre 2010

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Il Nuovo Corriere Aretino, 3 Marzo 2011

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Corriere di Arezzo, 3 Marzo 2011

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Su Famiglia Cristiana n.50 dell'11 Dicembre è stato pubblicato un'articolo di Simonetta Pagnotti  che illustra il progetto dedicato alla "VISIONE DI EZECHIELE".

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Serata per colorare una chiesa.

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